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Il tuo volto io cerco

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Risanati dentro

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. Chi era il lebbroso all’epoca di Gesù e chi rappresenta oggi? A quell’epoca il lebbroso era un uomo non solo malato gravemente e contagioso e perciò solo, allontanato dalla gente, ma anche una persona che secondo l’idea distorta degli ebrei di allora era responsabile di grandi peccati per cui quella era la sua punizione da parte di Dio. Il lebbroso viveva in luoghi come caverne, senza affetti, contando solo sulla misericordia di qualche persona buona che gli lasciava del cibo tendendosi a debita distanza. Il lebbroso può essere una parte di noi, quella parte ferita e ammalata che tante volte diventa causa di sofferenze perché non viene riconosciuta, elaborata e risanata. È quella parte che viene fuori in automatico, senza c

Ho cura di te

  Gesù è presentato in questo vangelo domenicale come medico delle anime e dei corpi, come colui che guarisce, scaccia i demòni, restituisce la salute e la serenità interiore a chi è per vari motivi sofferente. Il primo gesto descritto è quello verso la suocera di Pietro. Gesù non fa in tempo ad entrare in casa che subito le parlano della donna, che giace ammalata, e lui va da lei, la prende per mano, e la fa rialzare. Alla sera, dice Marco, tantissime persone vanno davanti alla sua porta portando ammalati e persone bisognose di essere liberate da qualche forma di male. Anche loro guarisce.  C’è tutto un mondo spirituale invisibile agli occhi ma che ha effetti sulle persone che ha bisogno di guarigione e di liberazione. Gesù è venuto e viene per questo. Non per altro. Quello che sorprende è vedere l’attenzione personale che il Signore ha e la totale disponibilità a risanare tutti senza distinzione. Questo fiume di misericordia è per tutti. Però ci sono alcuni verbi che ci fanno capire

Lasciare e trovare

  Il vangelo di questa domenica è un lampo di luce, una forza di consolazione che ci rovescia e ci rianima. Gesù passa lungo le rive del mar di Galilea, passa lungo le rive dei nostri mari, delle nostre esistenze, e vede, e ci vede, e chiama a sé, e ci chiama a sé. Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni che erano pescatori, nel sentirsi chiamati da Gesù, lasciano tutto e vanno dietro a lui, lo seguono. Lasciano tutto, barche, lavoro, reti, attaccamenti, e subito lo seguono.  Come fanno a lasciar subito tutto e ad andargli dietro? Guardiamo all’esperienza: quando accade questa cosa qua? Questa dinamica interna che ci fa mollare tutto, ma proprio tutto quello a cui siamo abituati e ci spinge a ricostruirci su basi nuove? È l’esperienza dell’amore che passa attraverso il perdono, la riconciliazione di tutte le nostre fratture e spaccature. Attraverso Isaia, Dio dice: mi conoscerete quando aprirò i vostri sepolcri e vi risusciterò, o popolo io, quando metterò in voi il mio spirito e rivivrete.

Cercami e mi troverai

  “Che cosa cercate?”. Gesù chiede questo ai due discepoli quando si accorge che lo stanno seguendo. E chiede questo anche a noi. Che cosa cercate? Che cosa stai cercando? La risposta dei due discepoli è: “maestro, dove dimori?”. E Gesù dice: “venite e vedrete”. Cerchiamo la tua dimora, cerchiamo in realtà la nostra vera dimora. Cos’è la dimora? È il cuore di Dio. È il luogo in cui siamo accolti e amati per sempre. La cosa più necessaria per la nostra esistenza è incontrare Gesù. Incontrato lui, la vita è risolta. Non si cerca più nulla. Si comprende allora che questa vita è transitoria, passeggera.  E comincia la fase della vita caratterizzata da impegno, servizio, dedizione, nella ricerca di ciò che piace al Signore. E ciò che piace al Signore è che tutti possano incontrarlo e così trovare pace in lui, trovare la propria casa per sempre. Uno dei due discepoli che seguono Gesù è Andrea, fratello di Simone. Va subito a dirgli che ha trovato in Gesù la sua ragione di vita. Pietro allora

Salvati dallo Spirito

  Battesimo di Gesù, ovvero immersione del Signore nella nostra limitata umanità, non per lasciarci come eravamo ma per rinnovarci per sempre. In genere quando pensiamo al ricominciare, al rinnovare qualcosa, pensiamo a come modificare l’apparato esterno. Mettiamo mano ad alcuni elementi, facciamo dei cambiamenti, e le cose sembrano nuove. Con il nostro spirito, col nostro cuore, non funziona così. Più ci accaniamo sull’esterno, su quello che possiamo fare noi, sulle nostre iniziative, più restiamo appiattiti e scontenti interiormente. Non soddisfatti, non pacificati. Come allora raggiungere la salvezza?  Gesù risalendo dalle acque del fiume vede squarciarsi i cieli e discendere lo Spirito Santo su di sé, e sente la voce del Padre che dice: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento». Il come della salvezza ce lo spiega e lo realizza Gesù. Ha a che fare con la ricezione, con il saper ricevere, con il farsi spazio accogliente. Deve squarciarsi la corazza del

Attraversati dalla luce

Con parole ineffabili Giovanni tenta di dare voce al mistero di Gesù che è venuto ad abitare in mezzo a noi e come luce ci ha dato il potere di unirci alla sua luce e così sconfiggere ogni tenebra. È strano, ma tutto quello che il Signore fa nel venire a noi è niente altro che vita, luce, liberazione dai lacci che ci affliggono, dalle pesantezze interiori che rendono grigi i nostri giorni.  Viene con il cuore ricolmo di gioiosa dolcezza e tantissima speranza che noi lo accogliamo, come un padre o una madre che rientrando a casa sogna di vedersi correre incontro i suoi figli a braccia aperte. Giovanni ci dice che molti invece preferiscono girarsi dall’altra parte, e rinunciare a questa possibilità. Abbiamo davanti agli occhi tanti segni, tanti miracoli piccoli o grandi che ci parlano dell’amore di Dio, della sua presenza. Eppure se non scatta nel cuore dell’uomo quell’atto di umiltà per cui si riconosce incapace di farcela da solo e tende le mani, nulla cambia. La grazia non forza la na