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Cercatori d'infinito come Maria

Nel Vangelo di questa domenica, Mc 13,24-32 (XXXIII domenica T.O.), emerge questa frase di Gesù: «Vedranno il Figlio dell’Uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria». Nel discorso escatologico che Marco fa nel suo capitolo 13 Gesù, dopo avere spiegato che il tempo della storia è destinato a finire, apre gli occhi sulla sua venuta finale, quando finalmente la creazione sarà trasfigurata e sparirà il male dall’orizzonte della vita dei figli di Dio. Davanti a questo scenario di trasformazione finale, quello che ci è chiesto è vigilare e ascoltare. Due verbi che Maria ha vissuto e che ci mostra come via maestra per custodire la serenità della vita.

Vigilare, ossia restare svegli, non addormentarsi spiritualmente, non lasciarsi anestetizzare ma restare padroni di se stessi, restare cercatori del bene, impegnati a lavorare su se stessi, senza ripiegamenti. Ascoltare, ossia avere il coraggio di tralasciare anche occasioni importanti per coltivare la relazione con Dio a partire dalla sua Parola. Nessun riposo umano è in grado, come il tempo dedicato all’ascolto della Parola, di pacificare il cuore. È una questione di proporzione: ciò che è finito, limitato non può appagare un bisogno infinito, che è quello che ci portiamo dentro, nell’intimo.


Maria è sempre stata sveglia, pronta a servire il Signore in qualunque modo Lui glielo avesse chiesto. Arriva la proposta di essere madre per il Verbo che viene? Maria è accogliente. Bisogna correre in Giudea perché un incontro profetico si compia? Maria c’è e coglie al volo il desiderio di Dio. Viene l’ora di accompagnare silenziosamente il Figlio nel suo cammino di donazione? Maria nuovamente è in prima linea per fare esattamente quello di cui c’è bisogno. Giunge il momento di morire totalmente a se stessi per il bene dell’umanità? Maria è più presente che mai ai piedi della croce. Si delinea la necessità di una madre spirituale per gli uomini? Maria ripete in eterno il suo eccomi. Quando perciò Gesù dice che il cielo e la terra passeranno ma le sue parole no, intende indicarci che non dobbiamo farci illusioni, solo Lui è la risposta alla nostra sete di eternità.  

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