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Chi perde trova

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Più fiducia che paura

“Non abbiate paura, non aver paura”. Un vangelo questo di oggi che parla alla parte più fragile della nostra natura umana: quella che si ritrae davanti alla vita, che vorrebbe evitare tante situazioni di disagio e sofferenza, ma anche tante scelte necessarie, quelle scelte che servono per crescere, per lasciare ciò che non serve e puntare su ciò che davvero conta. La paura è la grande nemica della fede. Non è vero che per avere fede occorre essere tutti di un pezzo, Gesù non lo ha mai detto, anche perché noi non lo saremo mai. Anzi oggi stesso nel vangelo ci ricorda che siamo fragili, che siamo esposti e deboli, che possiamo essere privati di tutto, compresa la vita fisica. Ma la fragilità affidata diventa forza, perché Dio può agire in noi. E Gesù rincara la dose verso la fiducia: “non avere paura degli uomini, non avere paura di nulla, neppure di chi può toglierti la vita fisica. Nessuno infatti può toglierti l’immortalità, la vita eterna con me nella gioia del paradiso. Occupati du…

L'immenso nel frammento

«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno». Quando Gesù pronuncia questo incredibile discorso – a proposito, siamo capaci di stupirci davanti a questa creatività divina! – sul pane disceso dal cielo che è la sua carne da mangiare, certamente quei poveri in mezzo alla folla dovettero sentirsi come quando qualcuno ci toglie la terra da sotto i piedi. Le parole di Gesù spezzano l’abitudinaria maniera di percepire le cose attorno a noi e aprono a inedite prospettive. Meno male! Altrimenti saremmo per sempre intrappolati dentro le gabbie dei nostri modi di pensare e vedere noi stessi, il mondo, la vita e anche Dio. Senza riuscire a cogliere quel “di più” di cui parla papa Francesco, ossia quella sovrabbondanza divina che se da un lato ci destabilizza, dall’altro ci affascina perché è il segno distintivo della presenza di Dio, è la sua firma sulle cose di questo mondo.  
Chi mangia la mia carne, dice Gesù agli attoniti ascoltatori, ha la vita eter…

Solo l’amore salva

Nella domenica dedicata alla ss. Trinità, siamo messi in contatto con le parole che Gesù disse a Nicodemo, uno dei capi dei Giudei, che era andato da lui di notte spinto dal desiderio di sapere di più, di ascoltare una parola diversa, di capire cosa c’era in quel maestro venuto da Nazaret che parlava tanto fortemente al suo cuore. La nostra risposta di fede comincia così, quando smettiamo di far finta di non sentire questo fuoco che ci preme dentro, e decidiamo di farci mettere in discussione. Passaggio necessario di morte a noi stessi, dunque doloroso, per aprirci a un altro modo di vedere, sentire, agire. La grazia ci precede e ci accompagna, ma se siamo sordi alla sua forza di attrazione, non ci muoviamo di un passo. Non così Nicodemo, uomo dinamico, che prova una sana inquietudine, che cerca la verità, la desidera, che ha bisogno di senso per la vita, di direzione. Come ogni essere umano che funzioni. E le parole di Gesù ci portano a un livello differente. Ci parlano dell’amore sm…

Portate il mio amore

Quanto è fondamentale ascoltare la voce del Signore! Perché ciò che lui ci dice è promessa di una realtà futura, parola-fatto che prima o poi si compie. Forse non come avevamo pensato noi, sicuramente in tempi e modalità diversi da come ce li immaginavamo, ma ciò che conta è la promessa di Dio, sempre mantenuta. È quello che sperimentano gli apostoli nel vangelo di questa domenica in cui ricordiamo l’Ascensione di Gesù al cielo. Gli apostoli vivono in presa diretta l’incontro con Gesù Risorto in Galilea, sul monte, dove gli aveva dato appuntamento. Le donne, infatti, dopo aver incontrato il Risorto, erano corse dagli apostolia riferirgli la parola-promessa di Gesù: “Dite loro di andare in Galilea, là mi vedranno”. Loro vanno e puntualmente Gesù appare. Gli va incontro e gli si avvicina. Matteo ci racconta che gli apostoli si prostrano ai suoi piedi per adorarlo, ma in cuor loro dubitano. Ci chiediamo: possibile dubitare di Gesù quando lo vedi davanti a te? Sì, possibile! Dio lo vede c…

Mi manifesterò a chi mi ama

“Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”. Amare voce del verbo osservare. Osservare nel senso di accogliere, fare spazio alla parola che Gesù ci rivolge, crederci, amarla come la verità su cui basare tutta la propria esistenza. Perché Gesù lega l’amore per lui all’ascolto della sua voce? La radice di ogni male sta nel non ascolto della Parola di Dio, nel non osservare il suo comandamento. Ma qual è il comandamento di Gesù? Amatevi come io vi ho amati. È come se Gesù dicesse: se ami me, ami te e ami tutti e tutto. O meglio ancora, se ti lasci amare da me, puoi amare a tua volta.
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità”. Gesù ci viene in soccorso e ci assicura che da dov’è ossia nella pienezza della vita trinitaria, prega per noi, intercede per noi, garantendoci la sua vicinanza attraverso lo Spirito Santo. Che Gesù chiama lo Spirito di verità. Una grande consolazione per noi, perché ci mette in pace, ci r…

Non sia turbato il tuo cuore

«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in me». Gesù ci dice queste parole, nel momento in cui sta per affrontare l’ora più buia della sua vita, la croce e la morte. Anche se il cuore è gonfio di dolore, nello steso tempo è sovrabbondante di amore per noi, ci guarda con commozione e con compassione, perché il suo è un cuore di padre, che sa quanto siamo fragili e peccatori e non può stare tranquillo finché non ci sa tutti salvi al sicuro. Solo Dio può calmare le nostre agitazioni con la sua parola. Non sia turbato il tuo cuore. Abbi fiducia in me. “Solo Dio può mettere un argine al nostro dolore”, diceva un teologo. Sì, soltanto il Signore ha il potere di consolarci nello spirito. Il conforto umano aiuta e solleva, ma solo Dio ci salva. Gesù dice quelle parole per aiutare i discepoli a non lasciarsi sconvolgere dagli eventi, gli lascia queste parole perché se le imprimano nell’anima e se ne lascino trasformare.
Non pensa a sé Gesù, eppure è sul punto di morire. Pensa a noi. Per…