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Ricco chi ascolta Te


Potente  nella sua semplicità il vangelo di questa domenica. Gesù ancora una volta racconta una parabola per dare un messaggio per la vita, che ci tocchi e ci trasformi, se siamo disposti a metterci in discussione e ad aprire gli occhi. C’è un povero (chiamato Lazzaro) e c’è un ricco. Il povero cerca aiuto presso il ricco ma trova solo porte chiuse. Quando muore va in paradiso mentre il ricco è tormentato dal dolore. Vedendo il povero nella gioia, gli chiede aiuto e gli chiede anche di mandare il povero dai suoi parenti per fargli presente che bisogna aiutarsi nella vita se non si vuole poi patire dopo. Abramo, il santo patriarca che è accanto al povero, gli risponde: “I tuoi parenti - così come tu quando eri in vita – possono ascoltare la voce di Dio, hanno la Parola di Dio”. Possono leggerla, possono pregarla, possono farsi toccare interiormente dalla voce di Dio che li guida. Dunque non c’è bisogno di mandare il povero da loro. Perché se uno non crede alla Parola di Dio non crede neppure se vedesse uno risorto dai morti! 
Messaggio potente dicevamo… e quanto è vero! Finché non ci arrendiamo al fatto che Dio abita in noi col suo Spirito e quindi ci invita e suggerisce pensieri mentre ci fa allontanare dolcemente da ciò che invece ci fa male, finché non apriamo gli occhi e le orecchie, non capiamo né no stessi né Dio. Possiamo credere ma non farci trasformare il cuore e la vita. Anche se uno vedesse Cristo risorto, se non apre il cuore e non si ascolta dentro, se non molla le sue convinzioni per accoglierne di differenti, non crederà, non si affiderà e non potrà farsi guarire dentro dalla grazia. 
In questo senso accogliere Maria nella nostra vita ci permette di fare dei passi verso la fiducia, ci aiuta a mettere in atto delle strategie spirituali quando vediamo che fatichiamo a lasciare la presa e ad abbandonarci nelle mani del Signore. Sono tanti i motivi, per ciascuno il suo: paure, sofferenze, ferite inesplorate e irrisolte, debolezze, egoismo, mancanza di perdono, di riconciliazione. In fondo affidarsi è un gesto semplice ma ha dentro una potenza! La forza della fiducia che è dono di Dio. Solo vivendo questa sfida si può trovare la risposta.
29 settembre 2019
Lc 16,19-31
XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:"19C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. 20Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, 21bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. 22Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. 23Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. 24Allora gridando disse: «Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma». 25Ma Abramo rispose: «Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. 26Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi». 27E quello replicò: «Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, 28perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento». 29Ma Abramo rispose: «Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro». 30E lui replicò: «No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno». 31Abramo rispose: «Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti»».


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