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Il fuoco dell'amore vero


Sono venuto a gettare fuoco sulla terra! Queste le parole forti che nel vangelo di questa domenica Gesù ci fa entrare nel cuore e nelle fibre più profonde dell’essere. Prima di salire a Gerusalemme, dove Gesù sa di dover dare la vita per essere fedele alla verità, ci apre il cuore e ci dona queste parole che ci fanno percepire la forza del suo amore per noi e per la verità. Gesù mostra di essere abitato da una grande passione, che è l’amore di Dio per l’umanità e per ciascuno di noi. Il suo amore è un fuoco che non distrugge ma che purifica (toglie tutte le scorie) e dà vita. Quell’amore eterno e indicibile che forse una madre o un padre possono sperimentare nei confronti dei loro figli, per i quali sono disposti a dare la vita, e il cui dolore diventa il proprio, se non maggiore. 

Una donna, racconta il Papa, gli disse che una cosa che Dio non aveva concesso a una madre era quella di potersi sostituire a un figlio nel dolore. È vero, anche Maria ai piedi della croce non ha potuto sostituirsi a suo figlio e ha scelto di condividere con lui il dolore nel suo martirio interiore. Solo il Signore, solo Gesù ha potuto, in quanto Dio, prendere su di sé il dolore nostro e del mondo e trasformarlo in vita attraverso l’amore sofferente. Sì, solo ciò che si ama può essere salvato (cf. papa Francesco). E Gesù quando parla di questo fuoco di amore che è venuto ad accendere, fa riferimento proprio al battesimo che deve ricevere cioè la morte in croce, che sarà l’immersione in quel fuoco di amore che permetterà a noi tutti di essere salvati. Non accontentatevi delle piccole cose. Dio le vuole grandi. Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutta Italia, scrisse Caterina da Siena ai suoi seguaci. Se saremo ciò che dobbiamo essere – figli di Dio abitati dalla sua fiamma d’amore – allora saremo nei nostri ambiente luci e conforto e forza e segno della sua presenza. 

Ma attenzione! Non illudiamoci che essere di Gesù significhi che andrà tutto liscio. Gesù ci dice che dove Lui entra sarà anche causa di divisione e non di pace. Ma perché? Perché quando il bene entra, il male lo rifiuta e lo combatte e quindi inizia una resistenza che può portare anche a conflitti all’interno di una stessa famiglia. Lo sperimentiamo ogni giorno in noi e attorno a noi. Anche dentro di noi ci sono forze che resistono a Gesù, e dobbiamo saperle riconoscere, accettare e tenere a bada, per far vincere la fiducia in Lui. E anche fuori di noi ci sono altre forze che si oppongono al bene e che creano divisioni, negatività, giudizi, critiche spietate. L’antidoto a tutto questo non è una lotta con armi umane, ma spirituali. 

La nostra arma è l’affidamento a Maria, nostra Madre. San Massimiliano Kolbe continua a ripeterci: Ognuno di voi si sforzi non tanto di cambiare l'ambiente, quanto di migliorare se stesso, di avvicinarsi personalmente all’Immacolata, in modo che tutti, accostandosi a Maria, si avvicinino reciprocamente tra loro (SK 926). Bisogna dunque che iniziamo da noi, che non cerchiamo fuori quella pace che solo Gesù può farci nascere da dentro e che ci chiede di comunicare fuori. Proviamoci, affidiamoci e affidiamo tutto e tutti a Maria e lei ci penserà molto meglio di noi. Noi da parte nostra facciamo ogni sforzo per rimanere nel suo amore!

Lc 12,49-53
XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«
49Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! 50Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!51Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. 52D'ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; 53si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».


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