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Portate il mio amore


Quanto è fondamentale ascoltare la voce del Signore! Perché ciò che lui ci dice è promessa di una realtà futura, parola-fatto che prima o poi si compie. Forse non come avevamo pensato noi, sicuramente in tempi e modalità diversi da come ce li immaginavamo, ma ciò che conta è la promessa di Dio, sempre mantenuta. È quello che sperimentano gli apostoli nel vangelo di questa domenica in cui ricordiamo l’Ascensione di Gesù al cielo. Gli apostoli vivono in presa diretta l’incontro con Gesù Risorto in Galilea, sul monte, dove gli aveva dato appuntamento. Le donne, infatti, dopo aver incontrato il Risorto, erano corse dagli apostoli  a riferirgli la parola-promessa di Gesù: “Dite loro di andare in Galilea, là mi vedranno”. Loro vanno e puntualmente Gesù appare. Gli va incontro e gli si avvicina. Matteo ci racconta che gli apostoli si prostrano ai suoi piedi per adorarlo, ma in cuor loro dubitano.
Ci chiediamo: possibile dubitare di Gesù quando lo vedi davanti a te? Sì, possibile! Dio lo vede chi crede. Se credi, lo vedrai, avrai lo sguardo per vederlo. Se non credi, se il tuo cuore è duro, chiuso, anche se vedi, non credi. Credere è una dinamica interiore, è un fatto del cuore, un evento spirituale, un incontro intimo tra l’anima e Dio. A queste profondità si decide. Nel segreto del cuore. Non si controlla Dio, lo si accoglie nella meraviglia del suo rivelarsi.
Gesù poi raccomanda agli apostoli ciò che più gli sta  a cuore, che cioè tutti siano salvi, perciò gli dice: «Raccontate a tutti ciò che avete vissuto di me e battezzate ogni persona. Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo». Queste parole di Gesù sono fondamentali per capire la dinamica della fede: la fede si trasmette per annuncio, accade quando incontri qualcuno che il Signore lo ha incontrato e ti fa venire nostalgia di incontrarlo anche tu. Poi è ovvio che la tua fede nascerà dalla tua apertura interiore, dal tuo personale incontro col Risorto, ma attraverso un incontro, un annuncio. E inoltre si parla del battesimo: il battesimo è un sacramento che Gesù ha voluto, come vediamo chiaramente qui. Non è frutto di un calcolo umano, è dono di Dio. Col battesimo riceviamo la vita nuova nello Spirito Santo, si accende in noi la scintilla dello Spirito destinata poi gradualmente a portarci a una maturazione nella fede. Gesù promette di stare con noi per sempre, e lo può fare perché ci lascia il suo Spirito, che agisce con noi e in noi.
Un’icona antica dell’Ascensione raffigura Maria al centro del gruppo degli apostoli mentre Gesù ascende al cielo. Un’immagine forte, che ci fa capire come Maria custodisca la memoria di Gesù e accompagni il cammino della Chiesa degli inizi. Così come anche il nostro. Affidarci a lei ci porta a prenderci cura non solo della nostra fede ma anche delle fede altrui. Quello che Maria ci invita a fare oggi è annunciare il Signore. E lo annunciamo quando, cadute le maschere, abbiamo il coraggio di essere noi stessi, veri, e di comunicare agli altri ciò che il Signore è per noi e ciò che fa per ognuno. L’amore ricevuto si vede da quanta passione mettiamo nell’uscire da noi stessi per raccontare agli altri come il Signore ci ha visitati, guariti e riempiti della sua pace.
24 maggio 2020
Ascensione del Signore
Mt 28,16-20
In quel tempo, 16gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. 17Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 18Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. 19Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».


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