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Mi vanto delle mie debolezze

A volte un filo d’erba ci fa sussultare per la sua bellezza, mentre tutti gli effetti speciali prodotti dagli uomini disturbano come moneta falsa. A volte una parola ci cambia la vita, mentre tutte le pagine e pagine di libri, riviste, siti web, social network, messaggi degli smartphone scorrono insignificanti e stancanti. «L’anima mia magnifica il Signore perché ha fatto grandi cose in me, piccola e povera», dice Maria, giovanetta, mentre contempla la presenza amorosa di Dio nella sua giornata, in ogni attimo, in ogni sguardo posato, pensiero fatto, gesto compiuto.

Che armonia meravigliosa poter vivere sintonizzati con Dio! Maria vuole solo donarci questa verità, non cerca altro, lei che ha trovato tutto in questa relazione di rispetto e amore con il Dio vivente, il Padre del suo popolo, e per lei, il Papà sempre vicino, sempre infinitamente misericordioso.

Questa domenica nella seconda lettura san Paolo ci parla di grandezza e piccolezza, e anche il Vangelo fa lo stesso. Gesù non può aiutare i suoi compaesani perché loro non si fidano di lui. Il motivo: la sua semplicità. Sì, un Dio che non appare dominante ma vicino, umile, attento, un Dio che non sfrutta gli uomini ma li aiuta, li appoggia, li guarisce, è un Dio strano, troppo “umano”, troppo piccolo, troppo semplice. Maria e tutti i piccoli come lei, in primis Paolo, invece, saltano di gioia per questa scoperta stupenda, e anzi, sono doppiamente felici perché questo Dio tanto semplice e vicino è anche un Dio che responsabilizza, rende partecipi della sua vita, della sua forza, della sua gioia e dà, dà tutto e di più oltre misura, abbonda, spreca, e lo fa per amore.


Grazie a Maria vogliamo essere di quelli che non sciupano la grande occasione della vita: prendere con gioia tutto ciò che Dio ci dà e condividerlo, vantandoci della nostra debolezza, perché senza di essa, non avremmo bisogno di Dio, e se non avessimo bisogno di Dio, non gli apriremmo la porta del cuore e della vita.

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