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Ostinata fiducia

"Ed ecco una donna cananea si mise a gridare:"Pietà di me Signore. Mia figlia è molto tormentata da un demonio". Gesù nel vangelo di questa domenica entra in territorio pagano, e lì la sua vita si incrocia con la richiesta addolorata di questa madre. Ma sceglie di non ascoltarla perché sa di dover prima curare e guarire le persone del suo popolo. C'è un disegno di salvezza che bisogna rispettare. E accade che i suoi discepoli gli dicano:"Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando". A questo punto la donna si avvicina e si prostra ai piedi di Gesù dicendo:"Signore aiutami!". E Gesù: "Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini". "È vero Signore - risponde la donna- però anche I cagnolini mangiano le briciole che cadono". E Gesù:"Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri". E sua figlia guarì". Quando la nostra miseria si incontra con la misericordia del Signore, non c'è miracolo di grazia che non possa accadere. Quello che questa donna rappresenta è la forza della preghiera perseverante, che non si stanca di sperare perché sa che nessuno può salvare al di fuori di Dio. 

Questo vangelo è un inno alla nostra potenza, nel senso che ci mostra quanto immenso è il bene che possiamo seminare intorno a noi quando portiamo al Signore le nostre richieste avendo una fiducia totale in lui. Per la fede della donna Gesù guarisce la piccola ammalata. "Sono state versate più lacrime per le preghiere esaudite che per quelle non esaudite" disse s. Teresa d'Avila. Quando ci troviamo, come la donna cananea, ad affrontare aspetti bui e passaggi critici nella vita, se seguiamo la nostra natura e basta, ci abbandoniamo a soluzioni solo umane, e facciamo ragionamenti molto naturali. Sono questi invece i momenti in cui mettere da parte noi stessi per affidarci a Dio. San Massimiliano Kolbe aveva sperimentato che nell'abbandono e nella fiducia illimitata tutto era possibile. Sempre ripeteva :"Non confidare in te ma in Maria, nel l'Immacolata". Le soluzioni migliori ai nostri problemi vengono dall'azione della grazia, dal lasciare che lo Spirito operi e agisca in noi e attorno a noi. Lui armonizza anche ciò che in apparenza è più ingarbugliato. Siamo disposti a tanta libertà interiore? Siamo disposti a lasciare la presa dainostri ragionamenti per accedere alle profondità dello spirito dove Dio attende la nostra preghiera? Siamo disposti a fidarci più di Dio, dei suoi tempi e modi che di noi che vogliamo risolvere subito le cose e fatichiamo ad attendere? Maria ci è accanto per insegnarci la via della fiducia che aspetta e sa sperare nei tempi lunghi. 

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