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Dio che scioglie i nodi

Protagonista di questa vangelo è Giuseppe, lo sposo di Maria, al quale viene fatto un annuncio, in una modalità differente da quello fatto a Maria. Sarà nel sogno che un angelo andrà da lui per rivelargli il progetto di Dio. Ma cos’è accaduto a Giuseppe di tanto decisivo per cui Dio interviene parlandogli in sogno? Giuseppe è venuto a conoscenza della maternità di Maria. Lo Spirito Santo l’ha resa incinta di un bambino che sarà il Figlio di Dio, destinato ad essere grande. Davanti a questa comunicazione di Maria, Giuseppe resta inchiodato. La realtà bruscamente viene a destabilizzarlo. La vita che pensava di vivere in un attimo crolla miseramente. Tutto l’immaginario attorno a cui si era costruito viene meno. Non sposerà più la donna che ama, non avrà più una famiglia, non sarà benedetto come ogni ebreo che, nella vita familiare ricca di amore e di figli, vedeva la realizzazione concreta della benedizione di Dio. Messo davanti a un intervento di Dio tanto grande, Giuseppe ha paura. Non se la sente di continuare in un legame in cui ormai sembra essere il terzo intruso. Maria e Dio stanno camminando su una strada straordinaria che sembra portarli lontani da ogni normalità. Perciò, sentendosi piccolo e impotente, da uomo retto qual era, decide di farsi da parte. E di rompere il legame con Maria nel segreto, in modo da evitarle i rischi delle conseguenze di un ripudio pubblico.

Mentre Giuseppe va dolorosamente considerando queste cose, ecco, Dio interviene. Fa irruzione nella sua vita mentre dorme, e sogna. L’angelo gli porta il messaggio del Signore: “Giuseppe, non temere di prendere con te Maria, perché quello che è generato in lei viene dallo Spirito Santo”. Impressionante la reazione di Giuseppe: appena si svegliò, fece come gli aveva ordinato l’angelo e prese con sé la sua sposa.
Un vangelo stupendo, nel quale cogliamo la dinamica fondamentale di Dio: essere l’unico Salvatore. Le nostre esistenze, anche le più lisce, sono improvvisamente segnate da eventi che piombano talvolta come veri e propri macigni sulla nostra testa. La prima reazione è di rifiuto, di fuga, è sentire sensazioni di forte tensione e sofferenza perché la realtà è la realtà e non riusciamo a cambiarla, pur facendo ogni possibile sforzo e pregando tutti i rosari possibili. Vorremmo che Dio ci salvasse dalle situazioni e che ci togliesse la fatica di starci dentro, di sentirci addosso quel peso opprimente. Ma Dio non agisce così. Non accetta la scelta di Giuseppe di fuggire dalla sua ora di prova. Non si arrende al suo no. Lo prende per mano, addirittura apparendogli in sogno, per fargli assumere tutta la responsabilità della situazione, per fargli fare l’esperienza che può attraversare le tenebre lasciandosi guidare verso la luce.

Solo il Signore può con la sua vicinanza farci entrare in contatto con le nostre ferite, che noi, da soli, al solo sfiorarle, tremiamo. Esiste una via nota a Dio solo che misteriosamente si accende e diventa percorribile all’interno degli eventi più faticosi. Se, anche tra le lacrime, ci affidiamo all’amore di Dio e all’amore materno di Maria, se facciamo quest’atto di abbandono, consapevole e tenace, e lo rinnoviamo ogni istante, comprendiamo che tutto quello di cui c’è bisogno è ascoltare la calda voce del Signore, prestare attenzione ai segni che dissemina nel nostro cammino, a come ci incontra nella nostra quotidianità, e come Giuseppe siamo resi capaci di cogliere l’orientamento che vuole dare alla nostra vita. In fondo quello che ci fa soffrire non è la vita con le sue prove, ma l’essere o meno soli nell’affrontarle. Abbiamo molto da imparare anche dal silenzio di Maria, che pervade questa pagina di vangelo. Nel suo silenzio c’è la prova più eloquente della sua sconfinata fiducia nell’agire di Dio. Maria avrà pensato che se Dio le aveva chiesto qualcosa di tanto impegnativo, avrebbe lui stesso provveduto. Se uno si appoggia completamente a Dio, cosa deve temere? Mancava il sì di Giuseppe, e anche questo venne.
22 dicembre 2019
Mt 1,18-24
IV domenica di Avvento
18Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. 20Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
22Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
23Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele,
che significa Dio con noi24Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

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