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Verso la sorgente


Una corsa verso la sorgente, questo è il sottotitolo che potremmo dare al Vangelo di questa domenica. Un brano con tre scene: due dialoghi, uno con i farisei e l’altro coi discepoli, e un gesto forte, dal sapore evocativo e profetico, quello di prendere tra le braccia i bambini e benedirli. I farisei chiedono a Gesù se è permesso fare una cosa: il ripudio, diremmo noi oggi divorziare dalla propria moglie. Pongono una domanda che riguarda le scelte e i comportamenti. Gesù non si lascia invischiare in questa rete e afferma che il ripudio è stato reso necessario al tempo di Mosè per la durezza del loro cuore. Dare questo atto di ripudio era in qualche modo una forma di tutela per la donna che si sarebbe ritrovata sola ed esposta al pericolo. Poi Gesù apre davanti a loro il mistero del disegno di Dio: in principio quando Dio creò il mondo, l’idea armoniosa era che la coppia potesse vivere una unità totalizzante e gratificante dentro un abbraccio più grande, quello del Padre da cui tutto era scaturito. I discepoli in privato cercano di capire meglio il discorso, perché evidentemente sentono che questo balzo alle origini è una sfida grande alla mediocrità e superficialità con cui troppo spesso viene letto il rapporto uomo-donna. Gesù allora propone in maniera aperta la realtà definitiva del legame matrimoniale. Un legame che non può essere spezzato senza intaccare e ferire quell’armonia profonda – spirituale – nella quale era nato.
A questo punto vengono fuori i bambini e si sentono le voci dei discepoli che cercano di allontanarli. Un rabbi poteva avere a che fare solo con persone adulte, degne di poterlo ascoltare. Gesù si sottrae a questa mentalità e anzi ci tiene a mostrarli come i migliori esempi da imitare per accogliere il Regno. Il gesto tenerissimo con cui li abbraccia e li benedice è un’immersione nella dolcezza divina e ci fa gustare quasi sensibilmente il legame d’amore che il Signore vuole stabilire con ciascun uomo e ciascuna donna. È questa la sorgente che dà sapore e senso alle scelte della vita, è questo amore con la sua forza di trasformazione a costituire l’anima di ogni relazione, e a garantire che queste relazioni siano vissute nella verità, nella loro autenticità. 
Per capire il discorso di Gesù sul matrimonio non si può restare al livello orizzontale dei ragionamenti interessati, occorre entrare anche fisicamente nel mistero del suo amore e così capire con quale cuore stare nella vita. Maria, cui ci affidiamo ogni istante, ha scelto nella sua vita la parte migliore, l’essenziale, che è l’amore di Dio, e in questo mistero è entrata, con tutta la sua debolezza di creatura. Da questa sorgente ha attinto la vita necessaria per percorrere il suo cammino fino alla fine. Noi che ci affidiamo a lei impariamo a porci nel mistero dell’amore con la stessa disponibilità interiore, quell’apertura del cuore tipica dei bambini che è opposta alla durezza del cuore notata da Gesù a proposito dei farisei. Maria ci aiuta a compiere il gesto fondamentale e più necessario della vita, che decide di noi e del nostro avvenire: fidarci e affidarci.


7 ottobre 2018

XXVII domenica del tempo Ordinario
Mc 10,2-16

In quel tempo 2alcuni farisei si avvicinarono a Gesù e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. 3Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». 4Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». 5Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. 6Ma dall'inizio della creazione li fece maschio e femmina; 7per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie 8e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. 9Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto». 10A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. 11E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio verso di lei; 12e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio». 13Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. 14Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. 15In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». 16E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

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