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La piccola via della felicità


Farsi piccoli. C’è un segreto che i santi di tutti i tempi ci consegnano, al di là delle differenti vie che hanno percorso e dei diversi modi di esprimere l’unico amore di Dio: questo segreto è l’atteggiamento interiore dell’umiltà. Che li ha portati a non mettere al centro il proprio io con le sue esigenze di realizzazione, ma l’amore di Dio, con la sua spiazzante logica del dono. Se vuoi essere grande, dice Gesù in questo Vangelo domenicale, mettiti a disposizione del bene altrui, fatti buon samaritano, sii fratello di chi incontri, pensati come un figlio amato su cui tuo Padre conta per arrivare ai suoi figli, che aspettano una parola, un gesto, un’attenzione, una presenza amica. Sii segno di qualcun altro, riflesso della sua bontà. Questo consiglio e invito di Gesù, questa sua parola che ci obbliga – il Vangelo per noi cristiani è normativo! – ci porta a spostarci quotidianamente dal nostro spazio mentale per aprirci alla prospettiva di Dio. Come fare? 

Abbiamo un aiuto formidabile e oggettivo, infallibile e immutabile nella sua Parola di vita. Che ogni giorno viene a noi e ci svela, toglie cioè il velo dai nostri occhi e ci mostra il modo giusto per vedere le cose che viviamo. Sto soffrendo per i più svariati motivi? Dando tempo alla mia relazione con Gesù mentre leggo il Vangelo del giorno, sono reso capace di ascoltarlo, di intendermi con lui, che cerca e desidera incontrarmi per farmi fare un piccolo viaggio. Con lui andiamo fuori di noi, oltre le nostre visioni e possiamo scrutare modi nuovi di percepirci e considerare la realtà. In mezzo alle tempeste e alle variazioni del mondo, il punto fermo della nostra mente è la Parola di vita. Oggi siamo invitati da Gesù a farci esploratori della realtà. Non statici contemplativi del proprio piccolo mondo, ma uomini e donne che desiderano abbracciare prospettive altre e che non hanno paura di lasciare la presa e di abbandonarsi alle vie di Dio. Servire nel Vangelo vuol dire vivere nel modo più autentico. Significa pensarsi e viversi come persone che hanno uno scopo, un compito, che è quello di rendere l’altro migliore, aiutandolo a far emergere il meglio che ha dentro. Ma non lo si fa in modo spontaneo. Dobbiamo lasciarci lavorare dentro dal Vangelo, adattandoci alle sue indicazioni. Diversamente finiamo con l’illuderci. Perché se l’io non è costantemente e intenzionalmente orientato a Gesù, automaticamente tende ad altre polarità interiori, che spesso conducono ad atteggiamenti difensivi  e negativi. 

L’affidamento a  Maria ci porta a diventare lei, nel senso di fare nostri i suoi atteggiamenti interiori. Come si è definita Maria? Serva del Signore. Questo è il modo in cui si percepisce. Una figlia amata che desidera allinearsi col pensiero e col cuore del Padre. E che perciò diventa lei stessa serva dei fratelli. Questo Vangelo ci apre la strada della vera libertà. Una libertà possibile. Dimenticarsi per accogliersi in Dio, relativizzarsi per ricentrarsi in lui, e così diventare davvero quello che siamo chiamati ad essere. Ci incoraggia anche il giovane Massimiliano Kolbe quando nel ’18 scrive: “L’amore di Dio si manifesta non nel criticare gli altri, ma nell’impegnarsi per il loro miglioramento”.

Vangelo

Mc 10, 35-45

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».

Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».




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