domenica 24 gennaio 2021

Lasciare e trovare

 


Il vangelo di questa domenica è un lampo di luce, una forza di consolazione che ci rovescia e ci rianima. Gesù passa lungo le rive del mar di Galilea, passa lungo le rive dei nostri mari, delle nostre esistenze, e vede, e ci vede, e chiama a sé, e ci chiama a sé. Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni che erano pescatori, nel sentirsi chiamati da Gesù, lasciano tutto e vanno dietro a lui, lo seguono. Lasciano tutto, barche, lavoro, reti, attaccamenti, e subito lo seguono. 

Come fanno a lasciar subito tutto e ad andargli dietro? Guardiamo all’esperienza: quando accade questa cosa qua? Questa dinamica interna che ci fa mollare tutto, ma proprio tutto quello a cui siamo abituati e ci spinge a ricostruirci su basi nuove? È l’esperienza dell’amore che passa attraverso il perdono, la riconciliazione di tutte le nostre fratture e spaccature. Attraverso Isaia, Dio dice: mi conoscerete quando aprirò i vostri sepolcri e vi risusciterò, o popolo io, quando metterò in voi il mio spirito e rivivrete. Ecco il punto! Cristiani si diventa quando si esce dal sepolcro delle proprie amarezze esistenziali, dei propri mali e delle proprie prigioni e quando se ne esce non è perché si è stati bravi ma perché si è cercato il Signore e lui ha ascoltato il nostro grido. La bellezza di questa chiamata dei primi apostoli sta nel mostrarci oggi la dinamica di base della nostra rinascita: rinasciamo quando Cristo ci tira fuori della nostre tombe, dai nostri luoghi bui. 

Possono essere delusioni, amarezze, dolori, ferite, fallimenti, qualunque cosa abbiamo sofferto e che abbiamo fatto diventare troppo determinante per la nostra vita. Cristo ci libera. Allora oggi la sua voce ci chiama a questa intimità d’amore e di perdono. Gesù passa, passa sempre. Questa è la buona notizia, questo è il vangelo che ci salva, questa è la certezza, che lui è vicino per salvarci. Sempre. 
Affidarci a Maria allora significa fare come lei: alla chiamata dare il nostro sì pieno, il nostro pieno abbandono a lui, senza voler risolvere, senza voler controllare, senza pretendere risultati immediati. Nell’abbandono a lui troveremo le risposte storiche alle nostre profonde domande. 

Vangelo

Convertitevi e credete al Vangelo.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 1,14-20

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Parola del Signore

 

sabato 16 gennaio 2021

Cercami e mi troverai

 

“Che cosa cercate?”. Gesù chiede questo ai due discepoli quando si accorge che lo stanno seguendo. E chiede questo anche a noi. Che cosa cercate? Che cosa stai cercando? La risposta dei due discepoli è: “maestro, dove dimori?”. E Gesù dice: “venite e vedrete”. Cerchiamo la tua dimora, cerchiamo in realtà la nostra vera dimora. Cos’è la dimora? È il cuore di Dio. È il luogo in cui siamo accolti e amati per sempre. La cosa più necessaria per la nostra esistenza è incontrare Gesù. Incontrato lui, la vita è risolta. Non si cerca più nulla. Si comprende allora che questa vita è transitoria, passeggera. 

E comincia la fase della vita caratterizzata da impegno, servizio, dedizione, nella ricerca di ciò che piace al Signore. E ciò che piace al Signore è che tutti possano incontrarlo e così trovare pace in lui, trovare la propria casa per sempre. Uno dei due discepoli che seguono Gesù è Andrea, fratello di Simone. Va subito a dirgli che ha trovato in Gesù la sua ragione di vita. Pietro allora vuole conoscere Gesù e quando incrocia il suo volto sente dirsi: “Tu da questo momento ti chiamerai Pietro”. Dare il nome è attribuire una identità a una persona, e Simone trova se stesso, il vero se stesso quando incontra Gesù. 

Questa dinamica di vita sembra così semplice… e in realtà lo è. Eppure lo Spirito Santo trova tanti ostacoli nei cuori in cui bussa. Tante persone stanno male ma non vogliono mettersi nella scia che li porterebbe gradualmente alla guarigione, come hanno fatto invece i discepoli. Che quando hanno sentito il cuore volgersi verso Gesù, si sono letteralmente fiondati dietro di lui. Quante resistenze nelle persone, quante diffidenze, e tutte dovute alla caparbietà di restare identificati con la propria storia! “Ho sofferto, sono stato tradito, non mi fido. Non voglio fidarmi, non ce la faccio”. 

Affidarci a Maria è una preziosa possibilità che Dio ci dà per farci aiutare se sperimentiamo queste durezze. Maria ci aiuta a cedere, a fidarci, ad ascoltare il S
ignore e a fare quello che lui ci dice. È tanto semplice la via della fiducia. Questa domenica vogliamo chiedere agli apostoli che quel giorno hanno seguito Gesù spinti dal desiderio del cuore, di intercedere per noi e l’umanità l’apertura del cuore, in particolare per quelle perone che fanno più fatica a lasciarsi amare.

 

17 gennaio 2021

Gv 1,35-42
II Domenica nell’anno


In quel tempo, 35Giovanni stava con due dei suoi discepoli 36e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». 37E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì - che, tradotto, significa Maestro -, dove dimori?». 39Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.40Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 41Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» - che si traduce Cristo - 42e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» - che significa Pietro.

 

sabato 9 gennaio 2021

Salvati dallo Spirito

 

Battesimo di Gesù, ovvero immersione del Signore nella nostra limitata umanità, non per lasciarci come eravamo ma per rinnovarci per sempre. In genere quando pensiamo al ricominciare, al rinnovare qualcosa, pensiamo a come modificare l’apparato esterno. Mettiamo mano ad alcuni elementi, facciamo dei cambiamenti, e le cose sembrano nuove. Con il nostro spirito, col nostro cuore, non funziona così. Più ci accaniamo sull’esterno, su quello che possiamo fare noi, sulle nostre iniziative, più restiamo appiattiti e scontenti interiormente. Non soddisfatti, non pacificati. Come allora raggiungere la salvezza? 

Gesù risalendo dalle acque del fiume vede squarciarsi i cieli e discendere lo Spirito Santo su di sé, e sente la voce del Padre che dice: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento». Il come della salvezza ce lo spiega e lo realizza Gesù. Ha a che fare con la ricezione, con il saper ricevere, con il farsi spazio accogliente. Deve squarciarsi la corazza del nostro cuore indurito nelle abitudini e nel solito modo di vedere e percepire le cose affinché in questi solchi interiori possa scendere l’abbondanza della consolazione della grazia. Occorre lasciare vie che riteniamo vere per incamminarci su strade differenti, dando al Signore la possibilità di parlarci. A volte, nel non voler scendere nel fiume e riconoscere ciò che non va bene in noi e che occorre offrire a Gesù perché lo guarisca, per l’ostinazione di non voler abbandonare la vecchia maniera di pensare e vivere, impediamo allo Spirito di entrare in noi. Non ci esponiamo, non ci rendiamo vulnerabili, ossia non ci lasciamo ferire e aprire il cuore e non permettiamo allo Spirito Consolatore di venire a risanarci. 

Con Maria questa domenica vogliamo chiedere allo Spirito Santo Consolatore che ci apra il cuore affinché possiamo ascoltare la voce di Dio che ci sussurra che siamo figli amati e che nostro Padre penserà a tutto, molto meglio di noi, se a lui offriamo ciò che siamo, abbiamo, amiamo e speriamo.

COME PREGARE IL VANGELO

Chiudo gli occhi e mi connetto con Gesù. Sento il suo sguardo su di me e mi apro a lui. Leggo e rileggo la pagina scelta. Mi fermo dove sento che una Parola proprio ora ha qualcosa da dire al mio cuore e alla mia vita. Mi fermo e sosto. La ripeto e parlo con Gesù di quello che sento e penso. Gli chiedo ciò che voglio e sono aperto a ciò che vorrà donarmi lui. Lo ringrazio ed esco lentamente dal dialogo. Durante la giornata verifico come questa Parola continua a parlarmi e guidarmi, e a instillarmi nuove ispirazioni.

                                                          10 gennaio 2021

Vangelo di Marco 1,7-11
Battesimo del Signore
In quel tempo, Giovanni proclamava7: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. 8Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». 9Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. 10E subito, uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. 11E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».

sabato 2 gennaio 2021

Attraversati dalla luce


Con parole ineffabili Giovanni tenta di dare voce al mistero di Gesù che è venuto ad abitare in mezzo a noi e come luce ci ha dato il potere di unirci alla sua luce e così sconfiggere ogni tenebra. È strano, ma tutto quello che il Signore fa nel venire a noi è niente altro che vita, luce, liberazione dai lacci che ci affliggono, dalle pesantezze interiori che rendono grigi i nostri giorni. 

Viene con il cuore ricolmo di gioiosa dolcezza e tantissima speranza che noi lo accogliamo, come un padre o una madre che rientrando a casa sogna di vedersi correre incontro i suoi figli a braccia aperte. Giovanni ci dice che molti invece preferiscono girarsi dall’altra parte, e rinunciare a questa possibilità. Abbiamo davanti agli occhi tanti segni, tanti miracoli piccoli o grandi che ci parlano dell’amore di Dio, della sua presenza. Eppure se non scatta nel cuore dell’uomo quell’atto di umiltà per cui si riconosce incapace di farcela da solo e tende le mani, nulla cambia. La grazia non forza la natura. Attende il giorno del sì. 

Come ci fa bene in questo tempo di Natale rimanere davanti alla scena della natività, del presepe, e sentirne tutto il profumo. Da dove viene questa luce calda che accarezza e consola? Da due persone, Maria e Giuseppe, che hanno fatto spazio a questa carne divina e si sono lasciati cambiare i piani da Dio. Quanto siamo affezionati ai nostri schemi collaudati? Gesù viene per te, per me. Se siamo sinceri la luce la sentiamo, le percepiamo, ne sentiamo il profumo, il richiamo segreto. Gesù volentieri si dona a noi. Spetta solo a noi aprire il cuore. Il Signore ci dà un potere enorme: diventare figli di Dio. Che significa essere uniti a lui, e sentirne i benefici anche nel corpo. La persona tutta intera, attraversata dalla grazia, acquista luce, serenità, l’intima certezza di appartenere a Dio, di essere nelle sue mani. La grazia accolta nella nostra carne armonizza tutto quello che c’è dentro di noi: pensieri, emozioni, sensazioni, desideri. Tutto è ripreso, riplasmato e orientato verso la luce, e così la persona si tiene in mano, sa chi è e perché vive. Questo vangelo della seconda domenica dopo Natale ci parla di esperienza da fare e stimola alla concretezza: poiché Dio si è fatto carne, cosa della mia carne ancora trattengo? Possa Maria, che non ha trattenuto nulla, insegnarci la via dell’abbandono e della fiducia.

 3 gennaio 2021


Dal Vangelo secondo Giovanni (1,1-5.9-14)
II Domenica di Natale

1 In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
2Egli era, in principio, presso Dio:
3tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
4In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
5la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l'hanno vinta.
9Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
10Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
11Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
12A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
13i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
14E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;

e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

sabato 19 dicembre 2020

Nulla è impossibile a Dio

 


Nella domenica che precede il Natale, entriamo nella scena che ha cambiato la storia e che è il momento stesso in cui Gesù ha preso un corpo nel grembo di Maria. Stiamo parlando dell’annunciazione, l’attimo in cui Maria viene visitata da Dio per mezzo del suo angelo, e riceve una proposta spiazzante. Quella di diventare madre del Salvatore. Maria qui ci è modello di come si ascolta la Parola di Dio, di come si riconosce e accoglie la sua voce. Se siamo aperti a Dio – l’angelo va da lei e la trova disponibile all’incontro – possiamo intuire e sentire cosa il Signore ci sta suggerendo e possiamo vedere come ci guida, come ci apre la strada, affinché non sbagliamo. 

Andrà tutto liscio? No, anche Maria sulle prime ha un po’ paura, si chiede cosa stia capitando, come tante volte ci chiediamo noi nelle circostanze che accadono. Ma questa ricerca Maria la fa con la serena calma di chi si fida. Domanda, interroga Dio stesso con la serena fiducia di chi ha una certezza: il Signore è con me. E Dio risponde, non chiarendole tutto il percorso, ma dandole quelle luci necessarie che la rassicurano sul fatto che la strada che sta percorrendo è quella giusta per lei. È di questa profonda apertura del cuore che abbiamo bisogno, di questa serena fiducia che quanto Dio mette dentro il nostro spirito, lo realizza, con il nostro contributo. Nulla è impossibile a Dio dice l’angelo a Maria. Maria ha tanti motivi molto evidenti per restare perplessa: come può lei vergine rimanere incinta se non è ancora unita al suo sposo? Ma Dio non è condizionato dai nostri limiti e ci porta oltre essi. Ovvio che occorre mettere in conto che seguire questo Dio tanto sovrabbondante, significa essere disposti a fare i conti con le nostre resistenze, i nostri ragionamenti, i dubbi, le paure e tante cose storte di cui è costellata la nostra esistenza e le realtà attorno a noi. Ma se in mezzo a tutti questi stati d’animo ed emozioni - che pure abbiamo il diritto di sperimentare –, se in mezzo a tutte le circostanze possibili restiamo tenacemente ancorati alla fiducia, allora abbiamo conquistato il punto d’appoggio e gradualmente le cose vanno al posto giusto. 

Infatti Maria non resta sola con la sua responsabilità, ma diventa sposa del suo Giuseppe, e anche se in modo differente dalle altre coppie, vivranno un amore pieno e denso di affetto. Il Signore è per noi garanzia che la realtà è molto più grande di quello che vediamo e che se abbiamo la pazienza di aspettare, possiamo scoprire a quali mete lui ci conduceva, anche quando non ce ne accorgevamo. E vedremo con chiarezza maggiore e con stupore che avrà pensato a tutto, come solo un Padre sa fare. Allora abbracceremo
il nostro desiderio
, a lungo custodito, come Maria, che il suo desiderio lo stringerà tra le braccia. Sconvolgente ogni volta il fatto che basta così poco per abbracciare Dio: fidarsi. Accoglieremo la sfida? Maria si è fidata e la sua vita si è compiuta: eccomi, avvenga per me secondo la tua parola. Non secondo me, ma secondo te, Signore. Secondo la migliore versione di me.

  •  COME PREGARE IL VANGELO
  • Chiudo gli occhi e mi connetto con Gesù. Sento il suo sguardo su di me e mi apro a lui. Leggo e rileggo la pagina scelta. Mi fermo dove sento che una Parola proprio ora ha qualcosa da dire al mio cuore e alla mia vita. Mi fermo e sosto. La ripeto e parlo con Gesù di quello che sento e penso. Gli chiedo ciò che voglio e sono aperto a ciò che vorrà donarmi lui. Lo ringrazio ed esco lentamente dal dialogo. Durante la giornata verifico come questa Parola continua a parlarmi e guidarmi, e a instillarmi nuove ispirazioni. 

20 dicembre 2020

Lc 1,26-38
IV domenica di Avvento

26Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 35Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a Dio». 38Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.

 

sabato 12 dicembre 2020

Raddrizzare la via

 


Il protagonista di questo vangelo della 3ª domenica di Avvento è Giovanni Battista. Di lui si dice che è mandato da Dio. E che il suo compito è preparare i cuori all’arrivo di Gesù. Il Battista viene come testimone per dare testimonianza alla luce, non è lui la luce, ma dà testimonianza alla luce. Giovanni non cerca di emergere, non cerca successi mondani, non vuole i primi posti anzi si mette all’ultimo posto, vive di quanto il Signore gli dice, di quanto il Signore gli dona. Tutta la sua vita è orientata  a fare la sua volontà, che è la sua pace. 

Il Battista rappresenta tutte quelle persone che nella vita incontriamo e che non hanno ansie da prestazione ma si danno il permesso di essere se stesse nella verità. Quando i Giudei gli chiedono chi è, perché si rendono conto che è un uomo speciale, che è autentico e crede in quello che fa e che dice, lui risponde: non sono il Cristo, non sono il profeta Elia, sono voce di uno che grida nel deserto. Giovanni dà voce a qualcun altro, al Signore. Vive come ogni uomo è chiamato a vivere: relazionato con Dio e col suo progetto. Ama il Signore con tutto il cuore, perché si sa profondamente amato e perciò non può fare altro che donarsi a lui senza alcuna condizione. Totalmente preso e afferrato dalla missione di aiutare gli altri. Giovanni è l’uomo rivolto a Dio e agli altri, che cerca il bene degli altri e perciò li orienta  a Dio come Dio gli indica di fare. 

In questa descrizione non facciamo fatica a vedere anche il ritratto di Maria. Anche lei, anzi, soprattutto lei, madre della grazia, è tutta orientata a Dio e nell’affidarci a lei siamo potentemente aiutati a volgerci a Gesù ogni volta in cui sentiamo che qualche parte di noi sta andando fuori rotta e stiamo correndo il rischio di perderci dietro cose non necessarie. Il segreto per restare orientati ce lo svelano il Battista e Maria: l’amore che genera fiducia.

COME PREGARE IL VANGELO

Chiudo gli occhi e mi connetto con Gesù. Sento il suo sguardo su di me e mi apro a lui. Leggo e rileggo la pagina scelta. Mi fermo dove sento che una Parola proprio ora ha qualcosa da dire al mio cuore e alla mia vita. Mi fermo e sosto. La ripeto e parlo con Gesù di quello che sento e penso. Gli chiedo ciò che voglio e sono aperto a ciò che vorrà donarmi lui. Lo ringrazio ed esco lentamente dal dialogo. Durante la giornata verifico come questa Parola continua a parlarmi e guidarmi, e a instillarmi nuove ispirazioni.

 

13 dicembre 2020

Gv 1,6-8.19-28
3ª domenica di Avvento
6Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
7Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
8Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.

19Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». 20Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». 21Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. 22Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». 23Rispose:

«Io sono voce di uno che grida nel deserto:
Rendete diritta la via del Signore,

come disse il profeta Isaia».
24Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. 25Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». 26Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell'acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, 27colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». 28Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

 

sabato 5 dicembre 2020

Prepara il cuore

 

Viene il Signore. Viene. Gesù annuncia che viene da noi. Il venire di Gesù non è come il nostro venire. Viene un amico che non vedevamo da tanto, viene un figlio dalla scuola, viene il marito dal lavoro. Gesù non viene in questo modo, da rendersi presente in carne ed ossa davanti ai nostri occhi. Eppure Gesù viene nella realtà proprio attraverso l’amico, il figlio, il marito… attraverso circostanze che diventano rivelazione della sua presenza e indicatori della via da seguire.

Nel vangelo di questa seconda domenica di Avvento, Gesù viene attraverso le parole e i gesti di Giovanni Battista, che possiamo considerare un amico, un compagno di viaggio. Vestito poveramente e abitante del deserto, Giovanni indica l’essenzialità necessaria per vedere il Signore nelle circostanze che viviamo.

Dà la possibilità di pentirsi dei peccati, convertirsi cioè orientarsi al cambiamento e preparare il cuore all’incontro con il Signore che salva. Il Battista prepara la via a Gesù. Ed è Gesù che agisce con lui. Molti sono quelli che vanno a farsi battezzare da Giovanni. Persone semplici, che hanno ascoltato la voce della coscienza e hanno intuito che con Giovanni c’è lo Spirito, che in lui c’è del buono e che vale la pena seguirne le indicazioni.

Così Gesù viene a visitare anche noi! Suscita in noi dei desideri e li alimenta lasciandoci dei segni nella quotidianità: un incontro, una telefonata, un libro che ci viene regalato, una parola che ci arriva inaspettata e che coincide con quello che stiamo sentendo, soprattutto la Parola che è il vangelo.

Maria, donna dell’ascolto profondo, è nostra maestra nel decifrare le ispirazioni del Signore. Ci condivide un segreto: custodire nel cuore i frammenti di significato che ci vengono dal quotidiano e ricomporli con l’aiuto della Parola di Dio. Maria insieme al Battista in questa domenica ci indica il modo per prepararci al Natale: farsi attenti e umili ascoltatori di Dio nella vita, raccogliere i segnali che ora Gesù ci lascia, e farne attesa, preghiera, preparazione del cuore e alimento del desiderio di farci trovare pronti quando Gesù verrà.                               

COME PREGARE IL VANGELO

Chiudo gli occhi e mi connetto con Gesù. Sento il suo sguardo su di me e mi apro a lui. Leggo e rileggo la pagina scelta. Mi fermo dove sento che una Parola proprio ora ha qualcosa da dire al mio cuore e alla mia vita. Mi fermo e sosto. La ripeto e parlo con Gesù di quello che sento e penso. Gli chiedo ciò che voglio e sono aperto a ciò che vorrà donarmi lui. Lo ringrazio ed esco lentamente dal dialogo. Durante la giornata verifico come questa Parola continua a parlarmi e guidarmi, e a instillarmi nuove ispirazioni. 

6 dicembre 2020

Dal vangelo secondo Marco (1,1-8)
2ª domenica di Avvento

1 Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.

2Come sta scritto nel profeta Isaia:

Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli
preparerà la tua via.
3Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i 
suoi sentieri,

4vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. 5Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. 6Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. 7E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. 8Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

 

La Via della felicità