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L’acqua viva del suo Amore


C’è una realtà che ci dà forza e consolazione – tanto più in questo tempo di difficoltà - ed è il sapere che il Signore viene a cercarci sempre, ci precede, ha per ciascuno di noi un itinerario da percorrere e un  dono immenso che è l’acqua viva del suo amore.
Siamo a Sicar, presso il pozzo di Giacobbe, e Gesù siede affaticato per il viaggio. Giunge una samaritana con una brocca in pieno mezzogiorno per attingere acqua. Questo è l’incontro che cambierà la sua vita. Gesù la guarda attentamente e le dice: “Dammi da bere”. È l’avvio del dialogo d’amore più bello che ci sia all’interno della Bibbia! La donna resta stupita dalla richiesta, ma Gesù incalza: “se tu sapessi chi è che ti parla, saresti tu a chiedergli acqua viva! e l'acqua che io ti darò diventerà in te una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna”.
Gesù è un maestro del dialogo, il miglior comunicatore del mondo. Lui sa cosa c’è nel cuore dell’uomo, solo lui lo sa e sa cosa gli occorre per essere risanato. Gesù descrive l’acqua che lui può dare come un’acqua speciale, terapeutica, capace di dissetare per sempre. Mentre con altri rimedi la sete resta e va costantemente colmata, con l’acqua che lui invece dà, le cose stanno diversamente. Questa immagine meravigliosa accende la fantasia della donna. Nasce in lei il desiderio di poter bere quest’acqua, così da avere risolto il problema della sete. E qui alla samaritana capita di vivere uno spostamento di livelli di conoscenza: lei crede consapevolmente che sta parlando dell’acqua da bere, l’H2O per intenderci, ma inconsciamente si è attivata in lei un’altra sete, la sete di Dio.
Ci chiediamo allora: ma come ha fatto Gesù ad attivare questa intima connessione? La risposta sta nella persona di Gesù stesso, nella sua autenticità. Quando incontriamo qualcuno che non bara, ma che è veramente in contatto con se stesso e  con la sua parte più profonda, e vive a partire da quel nucleo spirituale, allora anche noi ci rilassiamo ed entriamo in noi stessi, siamo facilitati ad entrare in contatto con la nostra parte più intima e spirituale. Il dialogo tra Gesù e la donna samaritana prosegue spostandosi sul livello umano delle relazioni: Gesù le fa da specchio e  la mette di fronte al fatto che la sua vita è stata caratterizzata da una serie di relazioni abbastanza distruttive. «Hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero», afferma Gesù. Gesù non ha mai un tono giudicante, e se mette davanti ai nostri errori, lo fa per farci prendere coscienza del fatto che qualcosa non funziona nella nostra vita e che possiamo con lui riprenderci. Vedendo che Gesù conosce ogni dettaglio della sua vita, la donna esclama: “Tu sei un profeta!”. Ed è a questo punto che il Signore si rivela. Ormai il discorso sta andando nella direzione dell’incontro con Dio, sta emergendo il fatto che la donna ha una sola vera sete ed è quella di incontrare Dio, così come Dio stesso nella sete di Gesù ha sete di incontrare noi. Infatti quando la donna dice: «So che verrà il Cristo e ci dirà ogni cosa!», Gesù risponde:  «Sono io, che parlo con te».
Ecco l’incontro, ecco l’agire diretto dello Spirito Santo nelle nostre anime. Dio ci incontra personalmente e si comunica  a noi in maniera diretta. Siamo noi che ostacoliamo l’incontro con tante forme di resistenza, mentre lui è sempre se stesso, amore che si dona. L’affidamento a Maria allora diventa una vera e propria scuola di apertura del cuore. Con l’aiuto di nostra madre sciogliamo gradualmente le paure, i blocchi, i ragionamenti contorti, e impariamo a metterci nelle sue mani, attendendo da lei l’aiuto al momento opportuno. Massimiliano Kolbe diceva che «l’Immacolata ha il suo tempo per tutto», perciò non abbiamo altro che la via della fiducia da seguire con passo sempre più deciso e costante, affinché l’acqua viva dello Spirito santo possa essere riversata in noi con abbondanza e la possiamo donare a nostra volta come ha fatto la samaritana, che è corsa dai suoi conoscenti per raccontare il suo incontro con Gesù.  




15 marzo 2020
Gv 4,5-42
III domenica di Quaresima

In quel tempo Gesù 5giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. 7Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». 8I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. 9Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. 10Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: «Dammi da bere!», tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». 11Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? 12Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». 13Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; 14ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna». 15«Signore - gli dice la donna -, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». 16Le dice: «Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui». 17Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: «Io non ho marito». 18Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». 19Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! 20I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». 21Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23Ma viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. 24Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». 25Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». 26Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
27In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». 28La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: 29«Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». 30Uscirono dalla città e andavano da lui. 31Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». 32Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». 33E i discepoli si domandavano l'un l'altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». 34Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. 35Voi non dite forse: «Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura»? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. 36Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. 37In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l'altro miete. 38Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». 39Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». 40E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. 41Molti di più credettero per la sua parola 42e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».


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