Capaci di fare tutto


C’è un aspetto dell’affidamento a Maria a cui pensiamo leggendo questo Vangelo domenicale (Lc 17,5-10). Quando Gesù dice che chi ha fede può anche dire a un albero di sradicarsi e piantarsi nel mare ed esso obbedirà, usa naturalmente un linguaggio paradossale per esprimere però una verità. Chi vive in relazione con Lui come un figlio, fidandosi e ascoltandolo, camminando con Lui mano nella mano, è capace di fare tutto, anche di operare miracoli. 

La sua vita infatti diventa una esistenza totalmente messa a disposizione di Dio e perciò aperta a far passare la sua grazia. E poiché il Signore ha un progetto preciso per ognuno di noi, nulla gli è impossibile, se ci trova docili e pronti.

Questo è l’obiettivo dell’affidamento: consegnarsi nelle mani di Maria non per ottenere chissà quali privilegi ma per vivere in comunione profonda con lei e con il Signore e perciò divenire strumenti di pace e di misericordia negli ambienti che frequentiamo. Donandoci a Maria non facciamo una semplice preghiera, ma facciamo una scelta radicale. Ci disponiamo a rinunciare alla nostra volontà per cercare con tutto il cuore di seguire le indicazioni che lei ci darà, senza pretese, ma con lo stupore del pellegrino, che va scoprendo pian piano lo splendido disegno tracciato dal Padre che è nei cieli. Chi si affida a Maria sul serio vede cambiare la sua vita e in lui si realizza il desiderio espresso oggi dagli apostoli: “Signore, accresci in noi la fede!”. Che vuol dire, fa’ che in noi tutto si unifichi a tal punto che la nostra fiducia in Te diventi vita.

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