Preparare l'attenzione

«Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri» (cf. Mt 3,1-12).
In questa seconda domenica di Avvento l’accento della Parola è posto sulle condizioni necessarie per incontrare il Signore. Quali sono? A cosa si riferisce Giovanni Battista quando invita a preparare la strada? Per avere la risposta possiamo guardare a chi il Signore lo ha accolto senza resistenze né ritardi. In questo modo possiamo cercare di capire in quale modo prepararci anche noi. La persona a cui guardiamo è Maria.

Maria ha portato nel suo grembo Dio, ha fatto spazio alla sua vita e alla sua presenza, mettendo da parte tutto quello che la vita fino a quel momento per alcuni aspetti le stava proponendo. Questa prontezza non è casuale, non nasce all’improvviso, tanto per fare qualcosa di diverso. È il risultato di un atteggiamento di profondo ascolto e attenzione attraverso cui è riuscita a cogliere il passaggio di Dio e a rispondere. Il suo essere Immacolata si vede proprio nel fatto che non si è lasciata distogliere dal pensiero di Dio e non ha permesso a influssi e a sentimenti di offuscare il suo ascolto.

Il segno della nostra fragilità infatti sta proprio nella debolezza della nostra attenzione. Catturati dalla nostalgia di Dio e da tutto ciò che rimanda a Lui e alla sua bellezza, che rimanda cioè all’amore vero, veniamo facilmente agganciati da stimoli esterni, situazioni della vita e pensieri di vario genere che hanno talvolta tanta impressione sui nostri sensi esterni, da prendere il sopravvento. Ecco allora che l’affidamento che facciamo di noi stessi a Maria, nostra madre e maestra, ci salva dalla distrazione e ci permette di farci riacciuffare dallo Spirito Santo, dai suoi pensieri di pace e dalle sue immagini di bellezza.

Questa è la preparazione che Gesù ci chiede in questa domenica, prendere nuovamente coscienza che abbiamo una lotta da combattere, quella contro il male, e che il male non è per la maggior parte di noi il grande peccato, quanto il lasciarci strappare dalla contemplazione di Dio. Non dobbiamo vivere in una cella di monastero per contemplare Dio. Il semplice gesto di prendersi dei minuti per leggere il Vangelo del giorno e dialogare con Gesù è già contemplazione, come lo è l’occuparsi del lavoro e dei doveri quotidiani. Dentro l’azione infatti portiamo tutti noi stessi e quindi se siamo uniti a Dio agiremo con amore e con quella forza senza uguali di cui parla il Papa, che dà vita a ogni cosa perché è lo Spirito di Cristo Risorto che agisce in chi lo accoglie.


Non ci sentiamo soli in questa preparazione di Avvento, perché Maria si fa vicina a ciascuno di noi e ci insegna questo segreto fondamentale della vita, che è l’attenzione alla presenza di Dio e la gioia di ritrovarci protagonisti di un progetto meraviglioso, scritto nei cieli ma che misteriosamente non si compie senza l’apporto di tutte le nostre forze  facoltà. 

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